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lunedì 13 giugno 2011

Vincere fa bene!

Non te ne accorgi subito quando vinci. Sei lì che salti, urli, ridi oppure piangi e in quel momento non ti accorgi del tutto di quello che è successo. Solo dopo, quando puoi ragionare un momento e l'euforia lascia il posto alla ragione, senti la vera importanza delle cose dentro di te. In quel momento trovi la felicità vera, quella che ripaga di quel sentimento pesante e opprimente che la delusione ti aveva lasciato altre volte. Non può esistere vittoria senza sconfitta, così come non esiste felicità senza delusione e gioia senza rabbia. Quando mi fermo a ragionare sul magnifico pomeriggio di domenica 29 maggio, sento la gioia muoversi dentro il petto e il mio cuore sussultare ancora come se fossì là, sulla terra di piazza a saltare a braccia alzate. Mi vengono in mente le volte in cui non potevo esultare, le volte in cui quell'urlo rimaneva soffocato in gola e sento quelle sensazioni lontanissime nel tempo. Dimenticarsele non si può, anzi, è proprio rapportando le une alle altre che si apprezza a pieno l'importanza della vittoria e si fa tesoro di ogni momento di felicità che essa ci regala.
La gioia di condividere tutto questo con tante altre persone, fa da cassa dI risonanza ed amplifica ogni singolo gesto, ogni sorriso, ogni secondo di felicità. Alla fine è questo che fa la Contrada, ti fa condividere emozioni fortissime con tantissime persone e quando l'emozione è una gioia incontenibile, non c'è da stupirsi di quanto gelosamente e per quanto a lungo si custodisca un sentimento del genere dentro di sè. La mia fortuna è quella di poter condividere tutto questo non solo con tante persone, ma con grandi persone. Insieme alle decine e decine di amici contradaioli con cui ho gioito, festeggiato, riso e oltre ai molteplici abbracci, baci, strette di mano e sguardi, non credo di essere banale nel volerne evidenziare qualcuno. Parto da Fabbri, che non può non essere il primo punto d'incontro tra sentimento contradaiolo e questa vittoria. A lui, che in questi anni ha condiviso con me i dolori e le ansie dell'anello interno, dico: FINALMENTE siamo riusciti ad alzare le braccia sulla linea del traguardo, insieme. Dopo di lui, ma solo in ordine cronologico, non certo di importanza, non viene una persona ma una famiglia intera. A noi piacciono le vittorie di famiglia, dopo quella targata Fam. Caselli nel 2009, quest'anno tocca agli Sgarbanti mettere la firma su questo palio. Allora dico grazie ai signori Silvia e Giulio, che per anni hanno fatto tanto per la nostra contrada, sostenendo gli sforzi delle loro figlie con orgoglio tanto discreto quanto partecipe. Grazie a Maria che sa meglio di tutti cosa significhi questa corsa e quanti sacrifici comporti, è stato bello averla sul prato prima e durante la corsa. Grazie a Beatrice che ha fatto da bollettino di avvicinamento al Palio, avendo la pazienza di rispondere alle mie numerose domande sugli stati d'animo e di forma della nostra campionessa.
In ultimo non esiste un grazie abbastanza grande per Claudia. Mentre la aspettavo sulla linea di partenza prima della corsa, ho ripensato a quando all'inizio di maggio sono stato alla conferenza di presentazione dei palii. Avevo mandato a Claudia un messaggio con la foto del palio verde, dicendole che il suo obiettivo finale aveva quell'aspetto e lei, con grande sicurezza mi aveva risposto: "Questo è il nostro anno, non vedo l'ora che sia il 29!". Tra me e me mi sono detto che da tanta sicurezza e tanta consapevolezza dei propri mezzi potevano scaturire solo grandi cose. Aspettarla a braccia alzate sul traguardo pochi minuti più tardi è stata la prima di quelle grandi cose. Grazie Claudia per questi anni di allenamento, grazie per essere una contradaiola vera e non una persona qualunque di passaggio, grazie per questa splendida vittoria che mancava da troppo tempo e grazie per tutte le emozioni bellissime che ho provato quel giorno, che continuo a provare adesso e che continuerò a provare sempre!

lunedì 16 maggio 2011

Un grazie non basta

E' molto facile sparare dei grandi proclami in giro quando le cose vanno bene. Quando vinci, oppure quando dentro di te fai di tutto per convincerti che quanto hai ottenuto sia una grande vittoria, è molto facile ringraziare tutti e farsi belli di un grande cuore, con l'unico scopo di reclamizzare il più possibile il proprio risultato. In passato ho avuto tante occasioni per farlo a mia volta, ma i grazie, quei grazie, io li dico in faccia, perchè non ho bisogno che li sentano tutti solo per far vedere come siamo bravi e come ci vogliamo bene, ma preferisco guardare negli occhi la persona a cui voglio trasmettere la mia riconoscenza.
Molto più duro, invece, è farsi carico dei fallimenti, delle cose difficili ed avere il coraggio di riconoscere ugualmente il merito di chi ha fatto tanto e non è stato gratificato come avrebbe dovuto. Il merito di avere concesso tempo, voglia e sudore per così tanti mesi, crea un legame, un nodo indissolubile tra me ed ogni singola persona cui mi sento unito nelle esperienze forti, siano esse positive o negative. Questa volta i miei ringraziamenti li voglio fare qui, che non ho niente da reclamizzare dopo un'annata durissima costellata di problemi e sfortune. Li faccio qui perchè di persona, potrebbero salirmi le lacrime agli occhi. Metto qui i miei grazie anche se non ho risultati da esibire, dopo l'anno bruttissimo che si è concluso ieri e che tanto ricorda quelli bui e scuri da cui siamo partiti 20 anni fa e che ci hanno forgiato per poter arrivare in alto dove ci meritavamo di arrivare. Non con tutte queste persone ho potuto condividere certe soddisfazioni e di questo mi rammarico, ma chiunque abbia preso parte a tutto questo nella mia mente ha un posto speciale ed uguale a quello degli altri. Per questo non posso dirvi un solo grazie, ma mi sento obbligato a dedicarvene uno per uno, nell'ordine rigorosamente casuale che viene fuori mentre scrivo.

GRAZIE a MUSCOLO che, come sempre, ci ha messo il cuore e l'anima e quest'anno ci ha dovuto lasciare anche una gamba.
GRAZIE a GIOVANNONE che ha risposto presente senza pensarci una frazione di secondo e poi è stato perfetto e forse anche qualcosa di più.
GRAZIE al TORTORA che non si discute, si ama!
GRAZIE a GIORGIONE che è un soldato fedele, sempre pronto all'azione e disposto al sacrificio.
Un GRAZIE unico a KICCO e KECCO, perchè unico è il loro stile, unica la loro forza, unico lo stampo da cui sono usciti e di cui stiamo facendo di tutto per ritrovare la matrice.
GRAZIE a GIALLA perchè è semplicemente il più forte di tutti.
GRAZIE a CESCO che è una mente lucida appoggiata su nervi saldi e sa trovare le parole giuste nei momenti giusti.
GRAZIE a TIRO che quest'anno è diventato un gialloviola vero, preciso e impeccabile nell'impegno e nella costanza.
GRAZIE a MARCE che è una delle colonne su cui si basa il nostro futuro e ha voglia e talento da vendere.
GRAZIE a PELO che ha capito benissimo come funziona questo mondo e questo gioco e un domani farà grandi cose per la nostra Contrada.
Un ultimo GRAZIE e di certo non per importanza, a KECCO 2 che è il primo a scuotermi e a farmi ragionare e la prima spalla su cui appoggiarmi quando la bufera soffia violenta.