lunedì 23 aprile 2012
Cinquantesimo anniversario!
Quindi il mese scorso le mie sorelle ed io, abbiamo organizzato una festa molto esclusiva (qui a lato la locandina ufficiale dell'evento, made in Binda), per parenti, amici e pochi selezionatissimi clienti. La location non poteva essere altro che "Quel fantastico giovedì", teatro di tante feste Bellini e posto pieno di magnifici ricordi. E' stato bello vedere la sentita partecipazioni di amici-clienti, che hanno accompagnato il babbo in buona parte di questi tanti anni di lavoro, così come è stato bello vedere l'emozione del festeggiato quando entrando nella saletta del ristorante ha capito che il mio invito a cena aveva in realtà un secondo fine.
Nella serata immancabili carrellate di ricordi, tanti brindisi, qualche lacrimuccia e le inevitabili barzellette del Gianca... d'altronde cosa vuoi dirgli? Era il festeggiato.
Da parte mia posso dire soltanto che cerco giornalmente di essere almeno la metà di quello che è stato lui in questo lavoro e vorrei riuscire ad eguagliare qualcuno dei tanti traguardi che ha raggiunto lui in questi anni. Io sono grato a mio padre per avermi insegnato un mestiere, per avermi detto che i soldi sono importanti, ma mai quanto la famiglia e gli affetti, per essere stato un modello di vita da seguire, in ambito professionale ed umano.
Ora il mio augurio per il Gianca non è quello di fare il pensionato, perchè uno come lui in pensione non ci andrà mai del tutto, piuttosto per lui auspico un futuro rilassato, diciamo un "riposo operativo", con tutto il tempo che vuole prendersi per sè, ma ancora un po' di spazio per quelle grandi manovre che ha diretto per tanti anni.
Grazie Babbo!!!
martedì 21 febbraio 2012
L'abusata metafora della nave
veggio al mio navigar turbati i vènti"
mercoledì 18 gennaio 2012
Passata la festa... se ne fa un'altra!
giovedì 1 settembre 2011
L'infanzia ritrovata (seconda puntata)
Ferrara, 27 Ottobre 1987
giovedì 11 agosto 2011
Vacanze sì, vacanze no...
Dopo quasi due mesi in cui, come spesso accade, ho trascurato il mio povero blog, mi sono detto che, anche se non farò mezza giornata di ferie in questa estate 2011, almeno dieci minuti per scrivere 4 righe me li potevo prendere. Solitamente scrivo solo quando ho argomenti e spunti consistenti che siano viaggi, esperienze, contrada, accadimenti dell'ultima ora o vecchi ricordi. Questa volta scrivo per il gusto di farlo, non sapendo cosa uscirà nella frase successiva. Un post di ferragosto a tutti gli effetti, col cervello, almeno lui, in vacanza e la testa che si distrae un attimo dai pagamenti, la banca, l'F24, l'IVA, i ritiri che non arrivano, i camionisti che non possono circolare, i meridionali che non pagano, i lombardi che non pagano, i veneti che non pagano (bestemmiano e sbraitano), gli emiliani che non pagano, i toscani che non pagano, i laziali che non pagano... distogliendo per un po' la mente da tutto ciò, leggo post faccialibriani di gente che scrive di essere ufficialmente in ferie, vedo foto di mari cristallini e spalle arrossate dal sole. Sento di valigie da chiudere e macchine da caricare e i NON PARTECIPERO' agli eventi aperitivo causa sono in al mare o in montagna, in Croazia o all'isola d'Elba e via discorrendo. Il primo sentimento è una forte invidia, soprattutto perchè l'ultima partenza per una vacanza vera, che non sia il fine settimana in montagna o i 3 giorni rubati da qualche parte, risale al lontano 22 novembre 2009. Invidia non solo per il viaggio o la destinazione, ma per un po' di sano relax a pancia all'aria. Sono un filino agro... ma non è questo il punto. Superato l'iniziale impass del "vorrei essere in vacanza anche io" mi viene da pensare che non è così male lavorare intorno a ferragosto. Gli uffici sono semivuoti, chi ti risponde dall'altro capo del telefono, nella maggior parte dei casi, ha meno voglia di te e quindi il tono della conversazione risulta essere abbastanza rilassato. Sono andato in banca e c'eravamo solo io e un'abbronzatissima cassiera, che non vedeva l'ora di chiudere bottega, e c'ho messo un decimo del tempo di un mercoledì qualunque di novembre. Ecco... Finita questa serie di futili tentativi di convincermi che va bene così, torno alle mie mansioni, sapendo che arriverà l'autunno e forse anche un po' di vacanza. Intanto per non sbagliare ho messo expedia ed edreams tra le pagine preferite... prima o poi un volo per chissà dove lo prenoto!
lunedì 13 giugno 2011
Vincere fa bene!
lunedì 16 maggio 2011
Un grazie non basta
E' molto facile sparare dei grandi proclami in giro quando le cose vanno bene. Quando vinci, oppure quando dentro di te fai di tutto per convincerti che quanto hai ottenuto sia una grande vittoria, è molto facile ringraziare tutti e farsi belli di un grande cuore, con l'unico scopo di reclamizzare il più possibile il proprio risultato. In passato ho avuto tante occasioni per farlo a mia volta, ma i grazie, quei grazie, io li dico in faccia, perchè non ho bisogno che li sentano tutti solo per far vedere come siamo bravi e come ci vogliamo bene, ma preferisco guardare negli occhi la persona a cui voglio trasmettere la mia riconoscenza. lunedì 28 febbraio 2011
E' nata una Gemma!
Sabato 26 Febbraio alle 22,00 è nata la mia quarta nipotina Gemma, del non irrilevante peso di 3,950 kg e lunghezza di 51 cm. La piccola Govoni ha fatto di tutto per non uscire dalla pancia di mamma Brigida, finchè un dottore testardo le ha sballato tutti i piani con uno scorrettissimo parto cesareo. La piccola Gemma, per quanto inizialmente riluttante all'idea, sembra ben ambientarsi nel mondo che la circonda e comincia già a far valere il suo carattere. Non gradisce molto la vetrina dell'asilo nido del Sant'Anna dalla quale indirizza smorfie varie a chi la ammira al di là del vetro. Già dal primo incontro con le famiglie Bellini e Govoni fuori dalla sala parto, ha dimostrato di gradire invece la compagnia e di scrutare incuriosita tutti, da papà Riccardo in poi. Sia Gemma che la sua mamma stanno benone e ricevono numerose visite da parenti e amici. martedì 28 dicembre 2010
Tirando le somme...

Non sono mai stato il tipo da fare bilanci della mia vita, ma l'anno che si sta per concludere è stato tanto denso di novità da impormi almeno qualche considerazione. Di certo il 2010 me lo ricorderò come l'anno della nuova casa, del nuovo indirizzo e della mia nuova convivente. Se mai dovrò, o dovremo, associare quest'anno a qualcosa sarà sempre comunque a questo ed agli sforzi compiuti, e non ancora finiti, per mettere su casa nostra. Dire che questo è fonte di soddisfazione è usare un eufemismo. E' stato un periodo intenso dal punto di vista sia fisico che emozionale e mi ha riempito di piccole, grandi gioie che ancora oggi non cessano di sorprendermi.
Di certo ero turbato dalle stesse ragionevoli incertezze che mi ronzano nella testa in questo momento. L'unica cosa che penso ci sia data di fare è di cercare di far tornare i piccoli conti della nostra esistenza, essendo consapevoli che non è umano che questo avvenga quotidianamente. La cosa migliore probabilmente è accettare che non sempre si possa chiudere un cerchio perfetto. Dobbiamo adattarci al fatto che tirate le somme il risultato potrebbe non essere quello che ci aspettavamo, ma che per questo non debba per forza essere meno soddisfacente. giovedì 3 giugno 2010
Casa dolce casa!

lunedì 25 gennaio 2010
20 Gennaio 2010: l'ultima sigaretta!
Sono convinto che i fumatori all'ascolto in questo momento, siano colpiti dalla stessa ondata di scetticismo che ha colpito me quando mi sono imbattuto in questo libro per la prima volta. L'ho comprato quasi un anno fa ed è stato nel cruscotto della mia auto per mesi, poi all'inizio di quest'anno ho deciso di leggerlo perchè mi sono convinto a voler smettere di fumare. Sono rimasto sconcertato da quanto, pagina dopo pagina, questo libro ti apra la mente verso un modo di vedere le cose completamente diverso da quello cui siamo abituati normalmente. Questo libro, che di per sè non è ben scritto, è molto ripetitivo e non ha apparentemente alcun contenuto interessante, ti aiuta invece a smantellare riga dopo riga, parola dopo parola tutte le paure che ti fanno ogni giorno rimandare il momento in cui proverai a smettere. Ogni fumatore in fondo al suo cuore vorrebbe smettere, il punto è che ha paura di dover affrontare sofferenze immani nel farlo. Il signor Carr, che altro non era che un geniale conoscitore della psiche umana, ti presenta i responsabili della tua dipendenza, quelli che lui chiama "il piccolo mostro nello stomaco" ed "il grande mostro nel cervello". Carr li ritiene il frutto di un continuo lavaggio del cervello cui inconsciamente siamo sottoposti e li addita come fautori della sofferenza, perchè di questo in fondo si tratta, cui si sottopone quotidianamente ogni fumatore, aiutandoti a capire come combatterli e come scacciarli una volta e per sempre. Non voglio aggiungere altro sui contenuti di questo libro, perchè se anche uno solo dei fumatori che leggono questo post dovesse essere interessato ad usarlo per smettere, non deve avere altre anticipazioni da me, ma deve leggerselo tutto d'un fiato come ho fatto io, seguendo con attenzione i ragionamenti e le istruzioni in esso riportati. Ricordate soltanto che non ci sono formule magiche, nè pacchetti da incartare, nè caramelline o costosi surrogati alle erbe da assumere... è solo una questione di testa e di aprire la mente a punti di vista differenti.
Il signor Allen Carr era un commercialista londinese, fumatore accanito, che dopo svariati tentativi di smettere con i metodi classici tutti miseramente falliti, ha capito che sarebbe stato facile affrontando la cosa con la giusta mentalità ed ha deciso di condividere questa illuminazione col mondo intero, attraverso il suo libro ed i suoi centri Allen Carr's Easyway. Così facendo è diventato uno dei più grandi esperti mondiali sul tabagismo, pur non essendo nè un medico nè uno psicologo, ma soltanto uno che l'ha vissuta in prima persona. Allen Carr è stato un fumatore per 33 anni e poi un non fumatore per 23. Purtroppo è morto 3 anni fa all'età di 72 anni per un tumore ai polmoni. Aveva smesso... ma non per tempo evidentemente. Egli però ha lasciato un'eredità al mondo e io mi sento in dovere, non potendolo ringraziare di persona, di dire a voi, miei amici fumatori, che vale la pena provarci prima che sia tardi, prima che un domani abbiamo a pentircene, così che anche voi a breve abbiate voglia di dire "grazie signor Carr!".lunedì 11 gennaio 2010
Anno nuovo vita nuova!
E' giunto il momento di rinverdire le pagine del blog. I social network e i troppi impegni mi hanno tolto tempo e stimoli, però adesso mi manca troppo aggiornare queste pagine, anche a costo di farlo per il mio puro piacere personale, tenendo conto che i miei fedelissimi lettori non saranno più tali dopo tanti mesi di assenza. Da un po' stavo pensando che sarebbe stata ora di tornare a pubblicare qualcosina, ma se devo essere onesto la spinta finale me l'ha data il post di un caro amico, pubblicato circa un mese fa come commento all'ultimo argomento trattato. Questa manifestazione di fedeltà mi ha commosso. Vedere che malgrado la mia prolungata assenza qualcuno si sia preso il riscaldo di spronarmi ancora ad aggiornare questa pagina, mi ha fatto capire che avere questo piccolo spazio di mondo a mia (nostra) completa disposizione è un'opportunità da non perdere. La richiesta espressa in quel commento ormai non sono più in tempo a soddisfarla e poi non potrei in nessun modo descrivere meglio quella situazione, quindi mi limito a pubblicare con un bel copy and paste, non prima però di aver detto un sincero: grazie!sono molto amareggiato nel vedere questo angolo di mondo-web così triste e desolato...
provo a smuovere le acque sperando che nn sia solo un sassetto in un mare di desolazione, proponendo un articoletto natalizio sulla serata del 23 che ci appresteremo a vivere ancora una volta e per l'ultima volta tutti insieme a casa Ghisiglieri...
coraggio master web site...dacci qualche segnale di vita....
MI SEMBRA FOSSE IERI… (ode strampalata non in rima a via ghisiglieri)
…svolto a destra e varco l’arco….
Sassoso il cammino verso il portone, che quando si apre, mi scalda il cuore…
Urla, abbracci,tanto calore…ad aspettarmi una piccola figura amica col suo solito, grigio pallore…
Più avanti seduto e di schiena accomodato, siede regale il Gianca, del suo angolo innamorato.
E subito partiamo con racconti, risate e derisioni..
di paolone non si salvan nemmeno i pantaloni..
Ma basta subito una piccola distrazione e negli occhi del pastorello scatta fatal un gran terrore:
“..quello strano gigante dalla felpa colorata, nel cul mi sta infilando quell’enorme zampognara!”
La tavola è imbandita..luccicante di colori…
La salama non è tradita, sempre ricca di sapori.
Grana come pioggia, Bacco se la ride… Tony ormai gorgheggia, anche stanotte al suo fiato non si sopravvive!
regali ricercati, regali riciclati, la sorpresa è stampata in faccia, ma del mio salame nemmeno oggi c’è più traccia.
Poi si gioca a carte, e le urla si alzan disperate…forse meglio passare al pokerone, almeno li Giovannino si sente un gigantone….
Ormai son le 3 di mattina,
della voglia di uscire non c’è traccia,
ma passami un buzz
che agli ingegneri faccio fare una figuraccia.
Un altro natale è già alle porte…ci aspetteranno altre cene…altri baccanali…ma il primo e per me il più sentito, è quello dove poi perdo fiato, colore ed udito…
Gli anni passeranno, le case cambieranno, i capelli cadranno, e le rughe raddoppieranno…
…solo una volta all’anno volto in via ghisiglieri…
Ma è ancora Natale, e mi sembra solo ieri.
lunedì 9 febbraio 2009
Grazie!
Dopo il festone di sabato per i miei 31 anni mi sento in dovere di ringraziare tutti i miei amici per la bellissima serata. Ogni anno cerco di inventarmi qualcosa per radunare più gente possibile. Il mio compleanno è solo un pretesto per passare un po' di tempo insieme, magari anche tra persone che non hanno l'occasione di vedersi troppo spesso. Se la memoria non mi inganna, credo che quella di sabato sia stata una delle più folte in termini di adesione (e se non fosse per qualche defezione dell'ultimo momento saremmo stati di più) e per questo sono davvero riconoscente a tutti i 44 partecipanti. Non tutto è filato troppo liscio purtroppo (ci siamo alzati da tavola all'una e mezza) però direi che anche alla fine ce la siamo passata bene e credo che lo schema pullman + ristorante potrà essere ripetuto in futuro. Per fissare qualche ricordo della serata (per chi andrà a rileggere questo post fra qualche tempo) passo direttamente alla pagella degli eventi. Ogni aggiunta, integrazione o smentita è più che bene accetta.mercoledì 21 gennaio 2009
BENVENUTI!
Martedì 20 gennaio alle 9,30 sono arrivati i gemellini Fagetti! Preparato alla notizia mi sono recato a Parma poco dopo l'evento e ho incontrato per primo papà Nicola. Entusiasta, emozionato, con la faccia di uno che si è commosso parecchio. "Li hai visti? Come sono? Si somigliano?" La sua risposta: "Sì, li ho visti, sono molto piccoli, ma non mi ricordo altro!". Decisamente e comprensibilmente emozionato! Un po' alla volta sono arrivati amici, parenti, nonni zii e zie e tutti insieme abbiamo atteso il rigidissimo orario di visita della maternità dell'ospedale parmigiano. Arrivate finalmente le 13 abbiamo visto la mamma. Stanca, un po' provata, ma comunque raggiante, coricata nel suo letto di ospedale. Mentre in parecchi affollavamo la sua stanza, un'infermiera si avvicinava dal fondo del corridoio, spingendo una culla e trascinandone un'altra. Eccoli qui che arrivano. E' stato un momento veramente emozionante, nessuno li aveva ancora visti bene, mamma e papà solo di sfuggita. Osservare le loro reazioni e quelle degli zii, dei nonni e di tutti i presenti è stato bellissimo! I piccoli Filippo e Giacomo sono stati accolti con un'ovazione quasi da stadio, che ha provocato qualche occhiataccia da parte del personale ospedaliero.
Ora passiamo alle presentazioni.
Tra le braccia di nonna Vanna, elegantissimo nel suo completino azzurro, ecco a voi Filippo Fagetti, di ore tre e mezza. Filippo denota un carattere tranquillo, non sembra infastidito dalla folla rumorosa che lo osserva e dorme sereno come se nulla fosse.

lunedì 27 ottobre 2008
Cosa resta di un viaggio...
Torno a scrivere dopo le vacanze e dopo qualche giorno di assestamento, così per non farmi prendere troppo dalla foga di quanto appena vissuto e tentare di ragionare a mente fredda. Cosa resta di un viaggio come quello che ho appena fatto? Un posto già visto, situazioni già vissute, potrebbero far pensare che non resti molto. Invece il Kenya mi dà qualcosa in più ogni volta che ci vado, lo conosco un po' meglio ogni volta che lo lascio. Una porta dimensionale si apre quando esci dall'aeroporto di Mombasa appena atterrato in Kenya e puntualmente si richiude alle tue spalle quando ti ritrovi in attesa dell'imbarco per tornare in Italia e sei circondato da chi prenderà l'aereo con te. In quel momento capisci cosa resta del tuo viaggio, qualcosa di più di treccine, tatuaggi e un'abbronzatura che ha più del rossore che del colore sano del sole. Guardandomi intorno, in quel momento, ho capito che io e Laura avevamo una consapevolezza diversa da tutte le persone che ci circondavano. Nei loro sguardi assonnati vedevo soltanto lo stress da fine vacanza e il pensiero delle imminenti otto ore di volo. Negli occhi dei miei compagni di viaggio (anche chi è partito la settimana prima!) ho visto riflessa l'Africa per tutto il tempo. Sono sicuro che a noi è rimasto qualcosa del Kenya che non sia soltanto "jambo jambo" e "hakuna matata", piccole frasi che si rivendono i villaggi vacanze tanto per ricordarti che sei in Africa e non in Sardegna o su qualche isola tropicale. Noi torniamo a casa col colore dell'Africa addosso, con le nostre esperienze nella mente e con i sorrisi della gente nel cuore. Siamo tristi è vero, vacanza finita e autunno che comincia, però siamo coscienti di dove siamo stati, di quello che abbiamo visto e vissuto. Ogni viaggio lascia qualcosa, è inevitabile, ma l'Africa ti rimanda a casa con ricordi diversi. Quando parti pensi alle sensazioni invece che ai luoghi, ricordi le persone e i loro volti in maniera più nitida della realtà che hai visto intorno a loro. Io ho lasciato il Kenya con quella sensazione di tranquillità che si ha quando si va via da casa per un po' di tempo, sapendo che prima o poi ci si torna. Faccio molta fatica a spiegare cosa mi si accumula dentro quando sono lì, il mix, apparentemente incompatibile, di lontananza e appartenenza che provo quando mi trovo piantato in mezzo all'Africa a girare in macchina, lontano da tutto ciò che conosco e vicino a me stesso come forse non riesco ad essere da nessun altra parte. Di certo ho la consapevolezza di aver condiviso queste cose con Laura, Binda e Ritz, perchè vedere che le loro reazioni erano identiche alle mie mi ha fatto capire che eravamo nel posto giusto. D'altronde non c'è viaggio migliore di quello che ti porta in luogo dove dici: "non vorrei essere da nessun altra parte!".


