| Da Album Paris |
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mercoledì 7 gennaio 2009
Parigi allo specchio!
A causa di un tormentato periodo lavorativo prima, e di un po' di meritato riposo poi, torno ad occuparmi, dopo una pausa infinita, del mio amato blog. Mi scuso per il ritardo con i miei 7 assidui lettori. Sorvolando sulla prima motivazione di questa lunga latitanza, mi concentro sulla seconda che è molto più piacevole ed interessante. Dopo le feste tradizionali, immancabili e mai tanto necessarie (vigilia, Natale e calcetto di Santo Stefano) Laura ed io abbiamo chiuso il 2008 e cominciato il nuovo anno in una gelida, ma sempre splendida Paris. Grazie al grande Stefano "Belluomo" e alla sua bella Sophie, che ci hanno fornito il loro appartamento, ci siamo concessi una settimanina scarsa nella capitale francese. Location più unica che rara per noi provincialotti, la maison collocata alle pendici della butte di Montmartre è stata ben più del solito alloggio in una città straniera. La posizione e la splendida vista sui camini parigini con tanto di sfondo di Tour Eiffel, hanno fatto la differenza durante tutta la durata del soggiorno, in cui ci siamo sentiti un po' meno turisti e un po' più inseriti nel contesto. Difficile stare fuori dal casino e dalle masse di italiani vaganti per i monumenti, però avendo già vissuto la città insieme qualche anno fa, Laura ed io abbiamo cercato di non infossarci troppo nei posti da cartolina. La Paris classique è sempre uno spettacolo e quindi è stato impossibile rinunciarvi del tutto, ma grazie a qualche consiglio utile e a un po' di buona volontà, abbiamo fatto anche qualche giro fuori dagli schemi. Nel tentativo di non ammorbarvi con cose già viste e riviste (come al solito ho fatto quelle 500 foto abbondanti), cliccando qui sotto potrete sfogliare un contenutissimo album fotografico con immagini di posti insoliti e immagini dei soliti posti, visti da una prospettiva un po' fuori dal comune.
martedì 18 novembre 2008
Il regno di simba!
Ho deciso di stampare un libro fotografico con i migliori scatti fatti nel nostro ultimo safari. Di oltre 800 foto, scattate in appena 48 ore, ho scelto le migliori e le ho raccolte in un libro che ho intitolato "Il regno di simba". Non nascondo che è stata una soddisfazione, dopo tanti anni, vedere un po' delle mie foto su carta. Era da troppo tempo che le centinaia di foto che faccio ogni anno non andavano stampate e la soluzione del fotolibro (ovviamente layout targato Mac!!!) mi ha fatto venire voglia di sfogliare le immagini, invece di cliccarle sugli album on line o nel mio data base. Di seguito riporto quanto ho scritto nella pagina introduttiva della mia raccolta, mentre cliccando sulla foto in basso potrete vedere l'album che poi ho mandato in stampa. Se poi qualcuno preferisce sfogliarle dal vero... basta passare a trovarmi!
Lualeny, Kenya 7-9 ottobre 2008
"Simba!" ha detto il nostro tracciatore la prima volta che siamo saliti a Lion Rock, indicando un movimento a pochi metri dal nostro fuoristrada, dove un giovane simba, leone in swahili, ci guardava perplesso e incuriosito. La magia di Lualeny è impreziosita da questa collinetta popolata di leoni, che svetta nella pianura della savana come il castello del re in mezzo alle case basse dei suoi sudditi. E' il posto ideale per chi, come me, si è innamorato del ritmo silenzioso della natura africana, di quella sensazione di insieme e solitudine che solo una terra quasi incontaminata può offrire al viaggiatore che l'attraversa.
Il Lualeny Camp, ideato e voluto dal connazionale Gianni Gremmo, è un luogo dove l'ospitalità africana, ancora viva nella cortesia del popolo Taita originario di queste zone, si mescola con il gusto dello star bene tutto mediterraneo, ricco di cura per i particolari. Dapprima questo connubio sembra stridere con la natura selvaggia che lo circonda, poi si fonde perfettamente con essa, avvolgendo l'incredulo viaggiatore che ha la fortuna di essere ospitato in questo luogo.
Ognuna delle 75 fotografie raccolte in questo libro è stata scattata durante le perlustrazioni in lungo e in largo di questa terra bellissima, compresa tra il parco dello Tsavo e il confine con la Tanzania, con l'intento di fissare le forti emozioni che questi luoghi ci hanno fatto provare.
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| Da Lualeny 7-9 Ottobre 08 |
mercoledì 5 novembre 2008
Un uomo, un mito!
C: "KALO!! Come please."
K: "YESSS"
C: "Allora Kalo. Tomorrow... lunch... fai!" - Kalo assume un'aria a metà tra il concentrato e il preoccupato
C: "Filet fish fritt... "
K: " YESSS" - sempre più teso.
C: "... and vegetable, ma no boiled eh?!? Vegetable... Vegetable like mama yesterday." "No remember eh?"
K: "No!" rassegnato e deluso - anche se se lo ricordasse comunque non avrebbe capito.
C: "Eh you forgeit, you forgeit!"
Cosa dire di più? Un uomo, un mito!
lunedì 27 ottobre 2008
Cosa resta di un viaggio...
Torno a scrivere dopo le vacanze e dopo qualche giorno di assestamento, così per non farmi prendere troppo dalla foga di quanto appena vissuto e tentare di ragionare a mente fredda. Cosa resta di un viaggio come quello che ho appena fatto? Un posto già visto, situazioni già vissute, potrebbero far pensare che non resti molto. Invece il Kenya mi dà qualcosa in più ogni volta che ci vado, lo conosco un po' meglio ogni volta che lo lascio. Una porta dimensionale si apre quando esci dall'aeroporto di Mombasa appena atterrato in Kenya e puntualmente si richiude alle tue spalle quando ti ritrovi in attesa dell'imbarco per tornare in Italia e sei circondato da chi prenderà l'aereo con te. In quel momento capisci cosa resta del tuo viaggio, qualcosa di più di treccine, tatuaggi e un'abbronzatura che ha più del rossore che del colore sano del sole. Guardandomi intorno, in quel momento, ho capito che io e Laura avevamo una consapevolezza diversa da tutte le persone che ci circondavano. Nei loro sguardi assonnati vedevo soltanto lo stress da fine vacanza e il pensiero delle imminenti otto ore di volo. Negli occhi dei miei compagni di viaggio (anche chi è partito la settimana prima!) ho visto riflessa l'Africa per tutto il tempo. Sono sicuro che a noi è rimasto qualcosa del Kenya che non sia soltanto "jambo jambo" e "hakuna matata", piccole frasi che si rivendono i villaggi vacanze tanto per ricordarti che sei in Africa e non in Sardegna o su qualche isola tropicale. Noi torniamo a casa col colore dell'Africa addosso, con le nostre esperienze nella mente e con i sorrisi della gente nel cuore. Siamo tristi è vero, vacanza finita e autunno che comincia, però siamo coscienti di dove siamo stati, di quello che abbiamo visto e vissuto. Ogni viaggio lascia qualcosa, è inevitabile, ma l'Africa ti rimanda a casa con ricordi diversi. Quando parti pensi alle sensazioni invece che ai luoghi, ricordi le persone e i loro volti in maniera più nitida della realtà che hai visto intorno a loro. Io ho lasciato il Kenya con quella sensazione di tranquillità che si ha quando si va via da casa per un po' di tempo, sapendo che prima o poi ci si torna. Faccio molta fatica a spiegare cosa mi si accumula dentro quando sono lì, il mix, apparentemente incompatibile, di lontananza e appartenenza che provo quando mi trovo piantato in mezzo all'Africa a girare in macchina, lontano da tutto ciò che conosco e vicino a me stesso come forse non riesco ad essere da nessun altra parte. Di certo ho la consapevolezza di aver condiviso queste cose con Laura, Binda e Ritz, perchè vedere che le loro reazioni erano identiche alle mie mi ha fatto capire che eravamo nel posto giusto. D'altronde non c'è viaggio migliore di quello che ti porta in luogo dove dici: "non vorrei essere da nessun altra parte!".
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