Sabato scorso Laura ed io siamo andati al concerto di Giovanni Allevi al pala De Andrè a Ravenna. Era da un po' che eravamo entrambi attratti dall'idea di sentirlo dal vivo, per quanto non ci possiamo definire nè fans nè appassionati conoscitori della sua musica. Per la nostra generazione l'idea di concerto è ben diversa da un pianista da solo su un palco vuoto e immagino che a qualcuno possa sembrare poco allettante come intrattenimento, ritenendolo forse un po' troppo di nicchia. Invece il bello della musica di Allevi è proprio quello di poter arrivare anche a chi, come me, è quasi completamente a digiuno di questo genere di eventi. La sua musica è tanto unica quanto facile da comprendere, lo spettacolo che il suo concerto offre è ben strutturato quanto semplice.Lui è un personaggio quasi fiabesco, tanto goffo nei movimenti quanto amalgamato col pianoforte una volta che vi si siede davanti. La sua voce ed i suoi modi hanno la timidezza e l'ingenuità di quelli di un bambino. Come tutti i musicisti, è molto bravo a recitare la parte che si addice al suo stile, così come una rock star enfatizza la trasgressione e gli eccessi della propria esistenza, Allevi amplifica i lati poetici e sognatori del suo modo di essere, senza renderli per questo meno genuini ed interessanti. Il suo spettacolo di circa un'ora e mezza è costituito da una sequenza di suoi brani, suonati senza fronzoli e senza eccessivi preamboli. Prima di ogni brano si limita ad annunciarne il titolo ed a tentare di condividere cosa o chi abbia fatto scattare la molla che ha generato quella sequenza di note nella sua testa. Vedendolo agitare le mani sulla tastiera del pianoforte ho avuto la sensazione di percepire il suo genio. Mentre suona il suo corpo non sembra altro che un'estensione della mente, una protesi utile soltanto a trasformare in suoni le idee nel suo cervello attraverso il battere ed il levare delle dita sui tasti. So che per i puristi della musica classica Allevi non è altro che un prodotto del marketing, il cui successo è generato più da una buona organizzazione e produzione che da meriti effettivi. Personalmente, non facendo in alcun modo parte della comunità della musica classica, mi sento di dire che Allevi mi piace molto così come la sua musica mi trasmette qualcosa. Non so se sia un grande musicista, ma so per certo che mi piace quello che compone e ho visto tantissima gente in un palazzetto pieno entusiasmarsi per lui ed il suo pianoforte. Tanto mi basta per consigliare a tutti di non lasciarsi scappare l'occasione di ascoltarlo dal vivo.