martedì 21 febbraio 2012

L'abusata metafora della nave

"Tornami avanti, s’alcun dolce mai
ebbe ’l cor tristo; et poi da l’altra parte
veggio al mio navigar turbati i vènti"
                                                  
                                                Francesco Petrarca


Ci sono momenti della vita in cui il vento tira dalla parte giusta, gonfia le vele e ti spinge veloce nella direzione in cui vuoi andare. Poi ci sono le volte in cui il vento ce l'hai contrario, il più delle volte, e allora devi essere bravo a sfruttarlo come si deve, per non tornare indietro e continuare ad avanzare, anche se non alla velocità che vorresti. Due cose sono davvero difficili da contrastare: la bufera e la bonaccia. La prima ti sballotta in tante direzioni che non vorresti intraprendere e ti fa perdere il senso dell'orientamento, costringendoti a stare concentrato per ritrovare i punti cardinali. La seconda ti lascia fermo in un punto. Impotente, triste, quasi inutile nell'incapacità di prendere una qualunque direzione sensata. Preferisco la bufera, almeno comporta dei cambiamenti che sono sempre sinonimo di movimento, di rinnovo e quindi di rinascita.
Oggi c'è il sole, dopo neve, ghiaccio e freddi polari. Il sole promette primavera, nuova vita e cose migliori, quindi io mi alzo in piedi e aspetto il vento, di qualsiasi intensità e direzione. 

3 commenti:

ev ha detto...

un pò impegnativo.

Punta l'orizzonte, guarda le bandiere, le altre navi e il becco dei gabbiani.

Giovannino ha detto...

Grande Vice!

Anonimo ha detto...

io dico solo....non fare la pipì controvento....

trix