Le feste in casa nostra durano sempre una settimana in più che da tutti gli altri, perchè abbiamo concentrato ben quattro compleanni nei giorni dopo la befana. Dal punto di vista culinario è una tortura, si aggiungono almeno un'altra cena "importante" e un paio di pranzi caserecci, alla lunga sfilza di abbuffate natalizie. Questo forse non giova alla linea, ma di certo fa molto bene al cuore. Si allunga la sensazione di festa in famiglia, quel riunirsi intorno a una tavola che in questo periodo dell'anno vale doppio. Sono state delle feste dal sapore antico, non so esattamente perchè. Forse saranno i miei nipotini, che diventano sempre più grandi e anche sempre più numerosi, ad aver reso speciale questo periodo più degli altri anni, facendoci vivere queste feste con un po' di semplicità e spensieratezza in più. Di certo so che ho sentito delle belle sensazioni, un bel calore, come mi mancava da un po' di tempo. Malgrado il periodo duro caratterizzato da tanti pensieri legati al lavoro e ad un futuro sempre più incerto, ho passato delle feste, senza vacanze, senza sci, senza montagna, ma particolarmente serene e rilassanti. Forse è stata la semplicità delle cose che abbiamo fatto. Pochi ma buoni per la vigilia, tanta tradizione per il pranzo di Natale, pomeriggio a spianare i giochi nuovi dei bambini e il pranzo del 1 gennaio, che mancava da tantissimo tempo perchè da anni non eravamo tutti a casa quel giorno. Questi sono stati tutti momenti in cui sentivo di trovarmi sempre nel posto giusto, con le persone con cui volevo essere.
Il blog di Giovannino
"Ho poche idee, ma confuse!"
mercoledì 18 gennaio 2012
Passata la festa... se ne fa un'altra!
martedì 20 dicembre 2011
Riassunto delle puntate precedenti
Eccomi di nuovo qui, dopo la solita, vergognosamente lunga pausa, a postare sul mio blog. Ad un occhio disattento potrebbe sembrare che a me non importi del mio blog, visto che lo trascuro per periodi così lunghi, mentre invece si tratta dell'esatto contrario. E' colpa dell'intento di pubblicare soltanto post il più possibile ben scritti, con le immagini più rappresentative, nei giusti tempi... praticamente nell'intento di fare le cose per bene, finisce che non faccio nulla. E così mi trovo con bozze vecchie di 3 mesi, con concetti pensati e poi non sviluppati, con idee interessanti, se le avessi messe lì nella loro "epoca", ma che purtroppo oggi non ha più molto senso pubblicare.
Quando poco fa, prima di scrivere questo post veloce, ho visto la data del mio ultimo inserimento non potevo credere fossero passati già più di tre mesi. Mi rendo conto ora mentre scrivo che il metodo di inserimento di post, immagini e link è anche tutto cambiato e di molto migliorato. Forse anche il signor "blogger di blogspot" sta cercando di dirmi che sono rimasto indietro anni luce.
Dal 1 settembre ad oggi avrei potuto parlarvi di tante cose: dei miei nipoti che diventano grandi, delle mille sensazioni impensabili che diventare presidente della Contrada mi ha scatenato, dell'ennesimo viaggio in Kenya (avevo anche fatto una cosina divertente con delle foto, apposta per il blog) oppure in un momento di increscioso impasse artistico, avrei anche potuto parlare di governo, spread, recessione e Monti (per fortuna questo non è mai neanche diventato una bozza). Avrei potuto... ma non l'ho fatto e non lo farò. Bisogna sempre guardare avanti, mai indietro, quindi il prossimo post sarà su qualcosa che mi ispira in quel momento, che non è rimasto nelle bozze per una vita e che non si è arenato li, come un'idea campata in aria o una frase a metà. Non ne voglio fare un buon proposito per il 2012 perchè poi finisce che non concludo niente, ma prometto anche che rileggerò una volta di meno, pur di non correre il rischio di ricascare nel vortice improduttivo di un inutile e comunque irraggiungibile perfezionismo. Fosse anche per quei pochissimi che ormai leggono questo trascurato blog, per quell'unico che ogni tanto mi dice "ma quando posti qualcosa di nuovo???" o fosse soltanto per me che, comunque sia, mi diverto a scrivere, ogni tanto, dei miei affari.
Quando poco fa, prima di scrivere questo post veloce, ho visto la data del mio ultimo inserimento non potevo credere fossero passati già più di tre mesi. Mi rendo conto ora mentre scrivo che il metodo di inserimento di post, immagini e link è anche tutto cambiato e di molto migliorato. Forse anche il signor "blogger di blogspot" sta cercando di dirmi che sono rimasto indietro anni luce.
Dal 1 settembre ad oggi avrei potuto parlarvi di tante cose: dei miei nipoti che diventano grandi, delle mille sensazioni impensabili che diventare presidente della Contrada mi ha scatenato, dell'ennesimo viaggio in Kenya (avevo anche fatto una cosina divertente con delle foto, apposta per il blog) oppure in un momento di increscioso impasse artistico, avrei anche potuto parlare di governo, spread, recessione e Monti (per fortuna questo non è mai neanche diventato una bozza). Avrei potuto... ma non l'ho fatto e non lo farò. Bisogna sempre guardare avanti, mai indietro, quindi il prossimo post sarà su qualcosa che mi ispira in quel momento, che non è rimasto nelle bozze per una vita e che non si è arenato li, come un'idea campata in aria o una frase a metà. Non ne voglio fare un buon proposito per il 2012 perchè poi finisce che non concludo niente, ma prometto anche che rileggerò una volta di meno, pur di non correre il rischio di ricascare nel vortice improduttivo di un inutile e comunque irraggiungibile perfezionismo. Fosse anche per quei pochissimi che ormai leggono questo trascurato blog, per quell'unico che ogni tanto mi dice "ma quando posti qualcosa di nuovo???" o fosse soltanto per me che, comunque sia, mi diverto a scrivere, ogni tanto, dei miei affari.
giovedì 1 settembre 2011
L'infanzia ritrovata (seconda puntata)
Come promesso nel primo post di questa serie (L'infanzia ritrovata), pubblico un altro dei miei temi di quinta elementare rinvenuti durante il trasloco dell'ufficio. Questo tema, decisamente più frivolo del precedente in cui avevo sfoggiato tutta la mia introspezione di bambino di 10 anni, è un breve ritratto di una sera tipo in casa Bellini alla fine degli anni '80. Mi piace perchè ha risvegliato ricordi di un tempo ormai lontano più di una vita, che, per quanto banali e trascurabili, sarebbero andati persi nei meandri della memoria, se non fosse stato per il ritrovamento della cartellina dei cimeli scolastici.
Ferrara, 27 Ottobre 1987
Ferrara, 27 Ottobre 1987
TEMA
La sera dopo cena
Svolgimento
Finito di mangiare, io chiedo alla mamma se mi dà un po' di sughi d'uva e lei, molto gentilmente, me ne mette nel piatto due o tre cucchiaiate.
Finiti questi, mi vado a sedere sul divano quando arriva mia sorella Beatrice che pretende di coricarsi sul divano, con la solita scusa del mal di testa. Io vado per sedermi allora sulla poltrona, ma Principe, il mio gatto, mi batte sul tempo e si corica proprio nel centro. A questo punto non mi resta che la poltrona più scomoda perchè è scentrata rispetto alla TV. Appena seduto, mi vedo arrivare un piccolo batuffolino bianco, cioè la mia gatta Miss, che si sdraia comodamente tra le mie gambe.
Dopo arriva di corsa mia sorella Brigida che, tenendo in pugno la sua banana alla nutella, che si prepara da sola aprendo a metà una banana e mettendoci dentro un sacco di nutella, comincia a fare confusione, come è suo solito fare. Dopo un po' la Brigida si calma e non sapendo dove sedersi, spodesta Principe e si siede in poltrona. Il gatto non si scoraggia e viene anche lui a sdraiarsi tra le mie gambe. A quel punto io sono immobilizzato.
La nonna e la mamma sono rimaste in cucina a guardare uno dei loro romanzi.
Il papà mi viene a chiamare perchè è ora che io vada a letto e sono costretto a disturbare i miei gatti per alzarmi.
Mentre salgo le scale, vedo la porta del salotto un po' aperta e riesco a intravedere la televisione. Mi siedo sui gradini e senza che nessuno lo sappia, mi guardo la fine del film. Poi vado in camera mia e dormo.
Correzioni: un po' di virgole mancanti.
Voto: BRAVO
Etichette:
famiglia,
infanzia ritrovata,
personale
giovedì 11 agosto 2011
Vacanze sì, vacanze no...
Dopo quasi due mesi in cui, come spesso accade, ho trascurato il mio povero blog, mi sono detto che, anche se non farò mezza giornata di ferie in questa estate 2011, almeno dieci minuti per scrivere 4 righe me li potevo prendere. Solitamente scrivo solo quando ho argomenti e spunti consistenti che siano viaggi, esperienze, contrada, accadimenti dell'ultima ora o vecchi ricordi. Questa volta scrivo per il gusto di farlo, non sapendo cosa uscirà nella frase successiva. Un post di ferragosto a tutti gli effetti, col cervello, almeno lui, in vacanza e la testa che si distrae un attimo dai pagamenti, la banca, l'F24, l'IVA, i ritiri che non arrivano, i camionisti che non possono circolare, i meridionali che non pagano, i lombardi che non pagano, i veneti che non pagano (bestemmiano e sbraitano), gli emiliani che non pagano, i toscani che non pagano, i laziali che non pagano... distogliendo per un po' la mente da tutto ciò, leggo post faccialibriani di gente che scrive di essere ufficialmente in ferie, vedo foto di mari cristallini e spalle arrossate dal sole. Sento di valigie da chiudere e macchine da caricare e i NON PARTECIPERO' agli eventi aperitivo causa sono in al mare o in montagna, in Croazia o all'isola d'Elba e via discorrendo. Il primo sentimento è una forte invidia, soprattutto perchè l'ultima partenza per una vacanza vera, che non sia il fine settimana in montagna o i 3 giorni rubati da qualche parte, risale al lontano 22 novembre 2009. Invidia non solo per il viaggio o la destinazione, ma per un po' di sano relax a pancia all'aria. Sono un filino agro... ma non è questo il punto. Superato l'iniziale impass del "vorrei essere in vacanza anche io" mi viene da pensare che non è così male lavorare intorno a ferragosto. Gli uffici sono semivuoti, chi ti risponde dall'altro capo del telefono, nella maggior parte dei casi, ha meno voglia di te e quindi il tono della conversazione risulta essere abbastanza rilassato. Sono andato in banca e c'eravamo solo io e un'abbronzatissima cassiera, che non vedeva l'ora di chiudere bottega, e c'ho messo un decimo del tempo di un mercoledì qualunque di novembre. Ecco... Finita questa serie di futili tentativi di convincermi che va bene così, torno alle mie mansioni, sapendo che arriverà l'autunno e forse anche un po' di vacanza. Intanto per non sbagliare ho messo expedia ed edreams tra le pagine preferite... prima o poi un volo per chissà dove lo prenoto!
lunedì 13 giugno 2011
Vincere fa bene!
La gioia di condividere tutto questo con tante altre persone, fa da cassa dI risonanza ed amplifica ogni singolo gesto, ogni sorriso, ogni secondo di felicità. Alla fine è questo che fa la Contrada, ti fa condividere emozioni fortissime con tantissime persone e quando l'emozione è una gioia incontenibile, non c'è da stupirsi di quanto gelosamente e per quanto a lungo si custodisca un sentimento del genere dentro di sè. La mia fortuna è quella di poter condividere tutto questo non solo con tante persone, ma con grandi persone. Insieme alle decine e decine di amici contradaioli con cui ho gioito, festeggiato, riso e oltre ai molteplici abbracci, baci, strette di mano e sguardi, non credo di essere banale nel volerne evidenziare qualcuno. Parto da Fabbri, che non può non essere il primo punto d'incontro tra sentimento contradaiolo e questa vittoria. A lui, che in questi anni ha condiviso con me i dolori e le ansie dell'anello interno, dico: FINALMENTE siamo riusciti ad alzare le braccia sulla linea del traguardo, insieme. Dopo di lui, ma solo in ordine cronologico, non certo di importanza, non viene una persona ma una famiglia intera. A noi piacciono le vittorie di famiglia, dopo quella targata Fam. Caselli nel 2009, quest'anno tocca agli Sgarbanti mettere la firma su questo palio. Allora dico grazie ai signori Silvia e Giulio, che per anni hanno fatto tanto per la nostra contrada, sostenendo gli sforzi delle loro figlie con orgoglio tanto discreto quanto partecipe. Grazie a Maria che sa meglio di tutti cosa significhi questa corsa e quanti sacrifici comporti, è stato bello averla sul prato prima e durante la corsa. Grazie a Beatrice che ha fatto da bollettino di avvicinamento al Palio, avendo la pazienza di rispondere alle mie numerose domande sugli stati d'animo e di forma della nostra campionessa.
In ultimo non esiste un grazie abbastanza grande per Claudia. Mentre la aspettavo sulla linea di partenza prima della corsa, ho ripensato a quando all'inizio di maggio sono stato alla conferenza di presentazione dei palii. Avevo mandato a Claudia un messaggio con la foto del palio verde, dicendole che il suo obiettivo finale aveva quell'aspetto e lei, con grande sicurezza mi aveva risposto: "Questo è il nostro anno, non vedo l'ora che sia il 29!". Tra me e me mi sono detto che da tanta sicurezza e tanta consapevolezza dei propri mezzi potevano scaturire solo grandi cose. Aspettarla a braccia alzate sul traguardo pochi minuti più tardi è stata la prima di quelle grandi cose. Grazie Claudia per questi anni di allenamento, grazie per essere una contradaiola vera e non una persona qualunque di passaggio, grazie per questa splendida vittoria che mancava da troppo tempo e grazie per tutte le emozioni bellissime che ho provato quel giorno, che continuo a provare adesso e che continuerò a provare sempre!
Iscriviti a:
Post (Atom)
